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Marcia Theophilo Lottare e amare con la Poesia

 

Settembre dei poeti- Seneghe settembre 2007

L'Unione Sarda - 03.09.2007

Marcia Theophilo porta a Seneghe la battaglia in difesa dell’Amazzonia

Articolo di Patrizia Mocci

La foresta amazzonica, con i suoi popoli, gli alberi, i fiumi, gli animali, i miti riempiono una poesia che si batte per la salvaguardia del patrimonio naturale e culturale del Brasile. I paesaggi, il clima, ma anche i poeti e gli autori amati, con le loro voci e le parole, sono, invece, il fulcro di una poesia che cerca e scava l’interiorità. Da un lato la brasiliana Marcia Theophilo e dall’altro la bergamasca Silvia Bre, con esperienze differenti: ieri a Seneghe Cabudanne de sos poetas ha regalato ai tanti appassionati due diverse facce della poesia che, in ogni caso, svegliano o risvegliano quelle corde non frequentemente sollecitate.

Al mattino, sotto il pergolato de sa prentza de Murone, la poetessa brasiliana, un trascorso tormentato fatto di nove anni di esilio a Roma, seguiti dal ritorno al suo paese per fondare il movimento per la democrazia, ha raccontato il suo desiderio. Quello di riuscire a cambiare se non il mondo, quanto meno una parte, facendo il possibile, per esempio, per salvaguardare quel grande patrimonio naturale che è la foresta amazzonica. Al suo fianco Marco Manotta, docente all’università di Sassari, che ha prima introdotto la poetessa con alcuni tratti biografici, poi le ha suggerito la lettura di alcune poesie che aiutassero a far venir fuori il suo pensiero. «Nei versi di Marcia Theophilo, che fa parte della lista dei candidati al premio Nobel, c’è la voce corale della foresta amazzonica - ha detto Manotta - ma anche di una umanità non primitiva, ma primaria che esprime i bisogni fondamentali. Il suo canto racchiude la necessità di un progresso dolce, non aggressivo che invece invade la natura in troppi angoli del pianeta. La sua è una poesia che arriva da lontano, da un altro continente, ma al col tempo è vicina a noi». Basta sentirla per avere la conferma: i suoi versi, prima in un portoghese dalla sinuosa cadenza brasiliana, poi in italiano, raccontano - è vero - di una foresta che sta dall’altra parte del mondo, ma possono anche rappresentare i boschi della Sardegna, spesso devastati dalle mani degli incendiari. «L’Amazzonia è una immensa isola fluttuante con tutto il segreto della sua identità, è un grande patrimonio non solo del Brasile ma dell’intero pianeta. Un’isola, proprio come la vostra Isola: finché non si capirà che i boschi vanno tutelati perché gli alberi sono esseri viventi - ha detto Marcia Theophilo - non riusciremo a cambiare il mondo. Potremo farlo solo con un esercito di sognatori». Al termine dell’incontro, sas canzones de su pane e de su binu: aperitivo con i prodotti locali proposti da Slow food, da quest’anno fra gli organizzatori del festival dei poeti. Nei bar del paese sono state, inoltre, allestite alcune mostre fotografiche con le immagini di Mimmo Caruso, Nino Corona e Antonio Loi, con le sceneggiature di Marco Pili.

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Patrizia Mocci

 

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